Come realizzare un sito multilingua

Avete capito o deciso di mettere in piedi, o adeguare, un sito multilingua. Si tratta di una considerazione importante, perché per quanto possiate essere organizzati e ben coordinati, si tratta di un cambiamento destinato ad avere impatti notevoli sulla mappa e la struttura del vostro progetto.

In questo post affronteremo le principali problematiche e scelte che sarete costretti ad operare una volta presa la decisione, aggiungendo alcuni suggerimenti specifici per le principali piattaforme dell’attuale mercato Web.

I vantaggi del multilingua

In quali casi è utile avere un sito multilingua? Ho raccolto alcuni punti chiave che vi potranno aiutare a prendere la decisione:

  •  Audience: se i vostri dati di web-analytics vi indicano che ricevete numerose visite da stati esteri e che, soprattutto, i vostri visitatori hanno impostazioni di lingua differente dalla vostra, dovete seriamente pensare di implementare la multilingua
  • Tourism marketing: avete una struttura turistica o un sito di viaggi e prenotazioni online? Il multilingua è un must, per il vostro caso
  • Tema: se il vostro sito parla di argomenti molto “locali” e non trasversali/universali, il problema di implementare il multilingua non si pone nemmeno, a meno che non vogliate far sapere ai tedeschi della sagra del cinghiale che si tiene nel paese vicino casa…

I vantaggi sono molteplici:

  • Raggiungere e convertire visite presso un target potenziale di utenti molto più ampio
  • Essere indicizzato sulle varie versioni localizzate di Google e degli altri search engine, con i relativi benefici SEO

Per i blog il discorso è ben più complesso, e come potete vedere in giro per la Rete, sono pochi quelli che affrontano l’impresa di tenerne uno anche soltanto bilingue, magari traducendo semi-automaticamente i post.

Le scelte

D’accordo, la decisione principale è stata presa, restano da definire i dettagli:

  • Lingue: quali e quante usarne? Come indicato precedentemente, dipende dai vostri target e audience. Solitamente si può scegliere il bi-lingua (italiano e inglese), il poli-lingua (italiano e le principali europee come spagnolo, inglese, francese e tedesco), oppure puntare su delle lingue particolari, dipende dal vostro business e brand
  • Struttura: potete decidere se usare delle context-root (/en oppure /it) altrimenti affidarvi a dei domini di terzo livello (en.tuosito.com)
  • Automatismi: un’altra opportunità è quella di far rilevare automaticamente il vostro linguaggio mediante browser, in caso contrario potete optare per le canoniche “bandierine” sull’header per permettere all’utente di scegliere autonomamente la lingua di lettura

Si tratta di particolari che potrete definire sulle singole piattaforme, a seconda della scelta tecnologia che avrete operato a monte.

Drupal

Il CMS Drupal è forse il più multilanguage oriented, tra quelli in circolazione, soprattutto a partire dalla versione 7. Drupal supporta infatti nativamente molte delle funzionalità, e con alcuni moduli aggiuntivi (gratuiti) è possibile ottenere una soluzione completa e soddisfacente. Il post che potete leggere qui vi fornisce una descrizione dettagliata e comprensibile su come realizzare un sito multilingua su Drupal.

Joomla

Trascurando i plugin che operano la traduzione automatica dei contenuti, il pacchetto più noto per Joomla è sicuramente Joom!Fish, che offre svariate opzioni e opportunità per i webmaster.

Andando sul sito ufficiale, scaricate l’ultima versione del pacchetto, poi recatevi sul vostro pannello di controllo Joomla, selezionando dal menù “Estensioni” la voce “Installa/Disinstalla”. Recandovi poi sul sito delle estensioni Joomla potete procedere al download dei pacchetti relative alle lingue di cui necessitate: anche in questo caso, potrete poi installarle dal pannello di controllo nella sezione “Estensioni”. Fate soltanto attenzione che il pacchetto sia pienamente compatibile con la vostra versione di Joomla.

A questo punto potete tornare al menù principale del vostro pannello di controllo, selezionare la sezione Joom!Fish, andando nel suo personale control panel e attivando tutte le lingue che avete installato. Recandovi invece nella sezione “Translation” potete iniziare ad effettuare la traduzione automatica di tutte le parti del vostro sito (menù, bottoni, contenuti, sezioni…).

WordPress

Per la piattaforma di blogging più diffusa avete a disposizione due soluzioni: la prima, gratuita, è quella di qTranslate, plugin interessante e completo, ma non sempre affidabile per quanto concerne la traduzione automatica dei file .mo; la seconda è invece rappresentata da WPML, che per 29 o 79 dollari (a seconda che scegliate l’opzione “sito” o “blog”) vi dà la possibilità di configurare un numero illimitato d’installazioni ed anche di avere un supporto annuale da parte del vendor.

La forza di WPML è nella modularità: accanto ad un’installazione core tutto sommato “leggera”, potete aggiungere soltanto i pacchetti che più v’interessano o che fanno al caso vostro. Tra questi, non si può non citare “String”, che vi consente di andare oltre la logica dei file .mo e automatizza la traduzione dei testi statici scolpiti all’interno del codice PHP.

1 Commento
  1. […] alcune aggiunte fondamentali, specialmente nel caso in cui vogliate realizzare un sito multilingua, oppure vogliate integrare il vostro progetto a livello multimediale, inserendo dei […]

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